Sono cresciuto nella periferia della città, a separami dal centro c'era la ferrovia.
Fra i "varchi" che da un mondo mi portavano nell'altro c'era la passerella pedonale: ponte sgraziato di cemento, con ripida scalinata, pavimentazione incerta e graffiti sovrapposti a imbruttirla.
Dopo l'esplosione, e le morti di chi ci abitava davanti, è arrivato pure il momento della sua demolizione.
Sento la mia città come un organismo di carne e mattoni, asfalto e tramonti, desideri e semafori... e piango per la ferita inferta al tutto.
fate girare ??
48 minuti fa